FELLOWSHIP ROTARIANI in MONTAGNA

 

La Fellowship Distrettuale conta oggi 8-9 settori, con l’ultimo “nato” prodotto dalla forte animazione e dignità storica del triestino Giorgio Cossutti nel nome degli Alpini d’Italia. Con il più cordiale benvenuto a questa più recente aggregazione, il settore “capostipite” ed anche il centro di vitalità annuale rimane quello della montagna, che l’appassionato Governatore Lanteri battezzerà nel prossimo settembre: la 31^ edizione, un percorso ininterrotto, un ritrovo in alta, o media, o anche bassa quota, considerato sempre un’occasione di frequentazione di amici e familiari, tutti fedeli e convinti amatori della montagna, della natura, dei paesaggi, forti camminatori, ma anche “normodotati” passeggiatori su sentieri e carrarecce meno impervie.

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L’idea nacque dalla fervida mente e dalla qualificata passione di Beppi Leopardi, governatore vicentino nell’annata 1981-82, che con una virtuosa e simbolica canna da pesca accalappiava il giovanile entusiasmo di Franco Carcereri, oggi padovano ma allora del Club di San Donà di Piave, a sua volta poi Governatore (1987-88) e di Paolo Alberti del Club di Trieste, ai quali si aggiunge successivamente Giampaolo Ferrari, del Club di Rovereto. Un binomio, poi trinomio, che ha fondato le basi profonde e solide per un tradizionale incontro dei rotariani in montagna. Un’iniziativa che ha avuto successo e ampia adesione, producendo importanti e sempre più consolidate occasioni di familiarità, direi fratellanza, rispetto e simpatia di rara perfezione.
Fu così che i primi coraggiosi nel settembre 1984, parcheggiando in località viciniori alla meta prescelta, affrontavano, con zaino in spalla, scarponi allora chiodati, modesto copricapo con simbolo rotariano in evidenza, e tanta volontà di …… scalare le montagne, il percorso alpino diretto al rifugio Locatelli a nord delle affascinanti Tre Cime di Lavaredo. Allora era stata prenotata un’intera camerata di venti letti (in realtà cucce allineate e spartane) unisex, con gabinetto unico, accessibile per turni e per lunghe tolleranze. Narrano gli storici che il sonno si era ben presto rivelato difficoltoso nel tormento anche prolungato inconsciamente provocato da qualche rumorosa ed insopprimibile tendenza di taluni apparati respiratori. Allora questa era la montagna e la logistica, senza tanti confort, con un minimo di civiltà, ma l’obiettivo davvero puritano restava la cima da raggiungere, la natura da ammirare, il godimento di qualche ora in compagnia e a confronto anche se la fatica talvolta mozzava il pensiero e la voce, ma non la convinzione e l’allegria, ed anche l’orgoglio di un confronto “atletico”.
Va trascurata la narrativa di ben trenta appuntamenti anche perché i curiosi o gli interessati potrebbero trovare ampia informazione leggendo o sfogliando il libro dei trent’anni edito l’anno scorso con affidamento di copie ai partecipanti, e poi al Distretto ed a molti presidenti di Club. Con un pizzico di orgoglio va detto che gli autori di testi e di fotografie erano Franco Carcereri e Giampaolo Ferrari, i rotariani che a rotazioni varie con Paolo Alberti ebbero cura dell’organizzazione degli annuali tradizionali ritrovi.

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Così si riescono ad apprezzare gli aspetti positivi di simili iniziative che hanno avuto il pregio di poter frequentare zone e montagne famose, ma anche località alpine di più modesta nomea. Una rapida carrellata ci porta alla memoria – tra i principali incontri – l‘Alpe di Siusi, il Civetta, la Marmolada, il Catinaccio, il Brenta, il Gardena, la Val Rosandra nelle Alpi Giulie, il Lago di Braies, Misurina per la celebrazione di un ventennale onorato da Rolly Marchi e dal frusinate PDG Gianni Gasbarrini, e la Val Rendeva, la Val Badia, la Val di Fassa, il Cadore, tutte con le loro classiche cime, più o meno cosparse dalla prima neve autunnale, Insomma una peregrinazione davvero completa, anche con serate interessanti e festose, coronate da premiazioni e citazioni al conseguimento delle 10 e poi 20 e da poco anche 30 presenze al raduno annuale.
L’anno scorso eravamo a Canazei in gruppo numeroso ed animato, desideroso di proseguire la catena, anello dopo anello, sempre con le…… benedizioni del Padreterno e con la volontà di poter godere di pochi giorni di vacanza or qua or là, ma sempre con il desiderio e la certezza di ritrovare amici di vecchia data ma anche giovani con i quali condividere i medesimi aneliti di vitalità in montagna quasi a contatto con il cielo ben sopra le nostre battute rocce.
Una novità per l’annata 2014-15! Entra in scena ed assume le redini della Fellowship il PDG vicentino Cesare Benedetti, un vero ed apprezzato trascinatore, un travolgente animatore in particolare di quelle iniziative in allegra e piacevole ricreazione; ecco il lancio di un programma nuovo, facilitato, quasi imposto, dalle odierne celebrazioni del Centenario della Grande Guerra 1914-18, proprio sull’arco alpino. Un evento che all’epoca aveva ragioni e motivazioni oggi superate, ma fondate sull’entusiasmo patriottico delle gioventù di allora, quando si combatteva per un confine che definiva una proprietà d’area, per un territorio che identificava una Patria. Tantissimi i caduti forti di questa fede, numerose le strutture belliche di allora, problemi logistici e di trasporto anche di armi e cannoni d’ogni genere e potenza. Oggi va ricordato quel quadriennio che ha interessato e coinvolto tutto l’arco alpino, in realtà il confine di conquista, oggi annullato dall’affermato europeismo.

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Così Cesare Benedetti ha già programmato un interessante trittico per i rotariani di montagna: questo prossimo settembre nei giorni 12-13-14 (da venerdì pomeriggio a domenica pomeriggio) saremo in Trentino, a Folgaria con visita al Forte austriaco del Sommo Alto, e subito dopo per contrapposizione alla “Base Tuono” o museo missilistico in specifica contrapposizione di mezzi da guerra, mentre nel settembre 2015 potremo essere a Schio come base di accesso allo storico Pasubio, e nel 2016 a Bassano per la…… scalata e visita all’altrettanto storico Monte Grappa.
Insomma si vuol dare un aspetto in buona parte nuovo: non soltanto una prestazione fisica prolungata e difficile (rispettando i problemi di resistenza legati al fisiologico invecchiamento del “gruppo forte” di montagna), ma un taglio culturale e storico, tale da portare le nostre menti al ricordo di quei dolorosi e luttuosi eventi, con un pensiero di rispettosa memoria a quei sacrifici. Ma a Folgaria – meglio a Rovereto – sarà onorato uno dei massimi simboli di quei tempi: la Campana dei Caduti, oggi variata in “della Pace”, con una visita diretta al Monte Zugna, uno dei teatri più tormentati in quegli anni di inizio Novecento.
Converrà quindi seguire attentamente i messaggi di informazione e di sollecitazione che perverranno personalmente a tutti i rotariani del Distretto ed anche a familiari od amici.

 


Allegati:


1.    Programma Settembre 2015
2.    Archivio Fotografico

 

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